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AntiQuark su Rockerilla 442

In Uncategorized on June 18, 2017 at 10:25 pm

Su Rockerilla 442 di Giugno 2017 si trova una bellissima recensione del nuovo album di AntiQuark – ADAMA – da parte di Aldo Chimenti

http://www.rockerilla.com/

rockerilla-442-giugno-2017

 

Rockerilla # 442 - Giugno 2017 - AntiQuark.jpg

New SkyDancer review – recensione in Italiano

In Uncategorized on November 24, 2011 at 7:19 pm

Original link — Link originale: ARTISTS AND BANDS MAGAZINE

http://www.artistsandbands.org/ita/modules/recensioni/detailfile.php?lid=2448

Di provenienza artistica americana (California), gli AntiQuark sono un duo elettronico composto da Ant Dakini (italiana) e da Sergio Ordonez (panamense), e questo Skydancer è il loro primo (ed al momento unico) album.

Composto da 7 tracce inedite più vari remix e new mix il lavoro si snoda tra un’elettronica orecchiabile composta da atmosfere spesso eurodance e/o da club, come nel caso dell’opener “The man from Mars”, dove il l’evocativo cantato di Ordonez rende il brano efficace e di grande ballabilità. La scelta dei suoni appare sempre azzeccata, e l’imput di base è quello di ricercare nelle sfumature pop di molte canzoni qui presenti l’elemento dance, ma senza scadere nella banalità di molto musica del genere, cercando di conseguenza anche di sperimentare modalità sonore più dark wave (“Shameless”) e più nineinchnailsiane come nel caso della corrosiva e groovosa “Planet X”, dove la parte vocale si fa confidenziale e sensuale. Davvero ottimo il lavoro della Dakini nella strumentale “La fine”, tra percussioni jungle e ampio uso di synth, ma in generale le sue basi emergono sempre varie e stilisticamente interessanti, e quando lo sono di meno vengono in soccorso gli interessanti remix inseriti nella seconda parte dell’album.

In sostanza Skydancerè un buon album di elettronica a 360°, non rumoroso ma efficace e divertente, ben eseguito e prodotto che ci da la possibilità di apprezzare il lavoro di un interessantissimo duo dance da monitorare per il futuro.

 

Recensione dell’album SkyDancer (Italiano) DSide Magazine

In Interviews on April 20, 2011 at 4:32 am

Recensione originale

—- AntiQuark – ‘SkyDancer’ -—

Funzionale piattaforma electro/technopop/ebm sperimentale fondata originariamente nel 2001 a San Diego dalla key-girl italiana Ant Dakini con la collaborazione del drummer Harrito e Maren alla voce. Nel 2006 il progetto intraprese un nuovo percorso reclutando solo il vocalist Sergio Ordonez il quale si adopera tutt’oggi anche nel settore percussions e programming siglando definitivamente con Ant l’attuale assetto della line-up. L’operato della band menziona due albums autoprodotti, tours dalla comprovata presa scenografica vissuti tra Europa, USA e Messico, nonchè significative partecipazioni a compilations. In riferimento a queste ultime, si evidenzia particolarmente la loro presenza con il brano “Nothing To Do With Th Dog” nella track-list del tribute “CHybernation”, raccolta dedicata al duo italiano Krisma, autore di ottimi prodotti imperversanti nell’area 80’s synthpop. Il trascorso artistico degli AntiQuark conta inoltre eloquenti live-sessions con projects quali Orgy, Pigface, Red Flag, Godhead e The Last Dance, a dimostrazione di una costante esigenza di visibilità e crescita professionale incrementata in buona misura anche dalla presenza di Marc Urselli, Chris Reynolds, Steve Morell e Giulio Maddaloni nel ruolo di remixers ai quali sono state affidate le tracce dai connotati più clubby. “SkyDancer”, album ora in esame, non costituisce di per sè una recente produzione, tuttavia lo si potrebbe definire come il meritato ingresso ufficiale degli AntiQuark sullo sfondo dello scenario elettronico alternativo; licenziata nel 2009 dalla label newyorkese Hungry Eye Records questa release incorpora le multiple ascendenze di carattere electro, ebm, wave, frequentemente utilizzate nei dancefloors, recuperando nel contempo sia elementi strumentali tipici della “prima ondata” synthpopper che impostazioni globali provenienti, sotto alcuni aspetti, dalla scuola darkwave europea. La title-track dell’opera esordisce con “The Man From Mars”, dinamica electro-song dalle atmosfere malinconiche a cui segue la non meno riflessiva “Shameless”, accentata da soluzioni obscure-synthpop entro cui i vocals di Sergio O accarezzano morbidamente le linee di progs ed un sobrio supporto di key. Di indirizzo più dance-oriented “Planet X” tratteggia il suono mediante snelle strategie elettroniche tendenti al dark, così come la successiva “Drawner 4” propaga un’aura densa di phatos canoro, percussività ipnotica e sound-system alienante in una traccia perfetta per danze cyber-collective. La tribale percussività di “La Fine” propone un vivace basamento di sperimentazione vocal-ritmica interpretata dal guest Napali al quale è affidata la sezione tahitian-drums attorno a cui gravitano campionamenti di megattere e rane. Crepuscolare e rarefatta, “Aldilà” si offre come un’incorporea, essenziale emissione di note provenienti dal synth che, volteggiando, incontrano gli estatici sussurri di Ant. Assoluto silenzio per l’interludio non titolato, “…”, oltre cui si staglia il pulsante programming del remake relativo a “The Man From Mars” riedizionata dal producer-remixer palermitano Giulio Maddaloni il quale trasforma la traccia in un ottimo dancefloor, unitamente a “Shameless”, anch’essa riedizionata da Maddaloni in versione ultra-dance. Il suono si adorna di ulteriore ballabilità attraverso le rielaborazioni del progetto electro/indus/metal M.E.M.O.R.Y Lab impersonato da Marc Urselli, a cui è affidato il remix di “Planet X”, mentre il californiano D. Bene Tleilax, artista elettronico multimediale interprete del progetto The Tleilaxu Music Machine, riassembla “Nuklear Suicide” in versione Blue Mix. La bella voce di Ant scivola sensuale nella ricostruzione della già affascinante “Aldilà”, ripresa in veste Mixed Signals da Derek Whitacre, quì attivo come Moscow Coup Attempt, il quale aggiunge all’originale cliché un sottile filamento percussivo. Diversamente da altre realtà emergenti, gli AntiQuark non fossilizzano il proprio stile in ripetitivi moduli o in emulazioni prive di identità propria, edificando un sound interessante che, se abilmente perfezionato, potrà essere valutato con criteri decisamente superiori. Da ciò che ho riscontrato in “SkyDancer” l’ambìto traguardo non appare distante.
-|-|-» L’intraprendenza degli AntiQuark è sostenuta da buone intuizioni ed una personale, intelligente vena creativa fortunatamente priva di virtuosismi. Prossime allo zero le imperfezioni e le incertezze tipiche di molti pionieristici progetti, elementi che se completamente neutralizzati, unitamente ad un maggiore potenziamento delle composizioni ed una più strategica diffusione, condurranno obbligatoriamente il duo verso il successo. Entertainment e fascino tecnologico per danze oltre il blu del cielo.

Maxymox